Le nostre Storie

Pasqua 2026

Pasqua 2026 960 720 admin

In questi tempi così difficili vi ringraziamo per la vicinanza e per le preghiere con le quali ci accompagnate, un vero sostegno ed incoraggiamento per continuare a tessere relazioni e azioni di pace.

Condividiamo con voi il link dell’intervista di Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, in cui dice il Medio Oriente grida “Basta guerra”.

https://www.avvenire.it/chiesa/io-araba-israeliana-e-cristiana-dico-il-medio-oriente-grida-basta-guerra_106542

Con la Speranza che arrivino giorni di Pace vi auguriamo un Buona Settimana Santa e una Santa Pasqua.

 

Natale 2025

Natale 2025 1920 1080 admin

Carissimi,

vi ringraziamo per la vicinanza con cui ci accompagnate in questi tempi pieni di sfide, ma che ci sollecitano a vivere con maggiore impegno il nostro ideale di unità.

Per questo vogliamo condividere con voi il Bilancio di Comunione 2024 che trovate al seguente link https://www.focolare.org/un-bilancio-che-parla-di-pace-formazione-salute-e-inclusione/ che dà voce a tante iniziative concrete per costruire un mondo unito, in pace.

A pagina 90 trovate un capitolo su Mediterraneo di Pace e fraternità e a questo link:

https://www.focolare-hl.org/it/storie/together-we-connect-bridges-of-hope-and-peace/ potete trovare alcune informazioni sul progetto “Together We Connect” che stiamo promovendo qui in Terra Santa.

Piccoli passi di speranza verso un unico obiettivo: la Pace e la Fraternità.

Con questo desiderio nel cuore vi auguriamo un Felice Natale.

 

Terra Santa: “Dare to care” a Nes Ammim

Terra Santa: “Dare to care” a Nes Ammim 558 381 admin

Set. 2022 – Nes Ammim in ebraico significa il “miracolo dei popoli”. Un luogo nato per favorire il dialogo e la conoscenza tra cristiani, ebrei e musulmani. Qui, dal 16 al 18 settembre, si è svolto “Dare to care for a Better Future”, incontro promosso dal Movimento dei Focolari nella Terra Santa e rivolto a persone di ogni generazione, nazionalità, credo religioso o convinzione non religiosa. Un’opportunità per condividere alcuni giorni e scoprirsi compagni, attraverso la comprensione reciproca, nella costruzione di un futuro migliore insieme. Per conoscere testimonianze di amicizia tra fedeli di religioni diverse, vedi anche Terra Santa: storie di dialogo ( https://youtu.be/rA0RZISgCfA ).

Copyright 2022 © CSC Audiovisivi – All rights reserved. (2673M)

 

La sfida del “prendersi cura”

La sfida del “prendersi cura” 962 541 admin

 

Set. 2022 – Il suo nome significa “miracolo dei popoli” o “segno per i popoli” come si legge nel profeta Isaia (Is 11,10). A Nes Ammim, villaggio di origini cristiane nel nord di Israele, il dialogo e la convivenza tra persone di popoli, fedi, religioni e culture diverse è di casa.

Una location ideale per ospitare l’iniziativa del Movimento dei Focolari che dal 16 al 18 settembre scorsi ha riunito circa 150 persone di diverse fedi e culture, per riflettere e fare esperienza del “prendersi cura”.

CLAUDIO MAINA, Movimento dei Focolari – “Con la pandemia e dopo la pandemia, il tema della cura è presente nel Movimento dei Focolari. Sta nascendo una vera e propria campagna di sensibilizzazione su questo tema”.

Il tema guida di questi giorni è “Dare to care” – “Osare prendersi cura”. Non solo un titolo:

CLAUDIO MAINA, Movimento dei Focolari – “Noi siamo profondamente convinti che è uno stile di vita quello di prendersi cura degli altri. Ci vuole coraggio! Bisogna osare, perché si tratta di uscire dai propri schemi, di uscire dalla propria zona di conforto, per guardare oltre”.

Momenti di riflessione, ma anche spazi di convivialità e condivisione, laboratori, giochi, attività per i bambini, tempo per un po’ di relax, la possibilità di conoscere e partecipare delle diverse tradizioni religiose. L’inizio dello shabbat è stato vissuto con particolare intensità.

Sr. DELPHINE SEEGOOLAM, Chemin Neuf – “È importante conoscersi gli uni gli altri: cosa gli altri credono, chi sono, qual è la loro cultura. In questo modo tutte le nostre barriere cadono e possiamo vivere come fratelli e sorelle”.

“It’s important to know each other’s: what the other believes, who he is, what is its culture, so that all our barriers can crumble down and we can live like brothers and sisters”.

Tra i momenti più attesi, la tavola rotonda con tre relatori di diverse religioni – cristiani, ebrei e musulmani – sulla costruzione di relazioni autentiche, con se stessi, con gli altri, ma anche nella società in cui viviamo e nei confronti dell’ambiente.

La necessità di ogni uomo di essere in rapporto con l’altro, l’importanza di conoscere la propria identità, l’educazione al dialogo, a partire dai leader religiosi, la spinta a uscire dai propri schemi: sono tutti temi affrontati dai relatori e approfonditi in assemblea e nei vari workshop.

Prof. KHALED FURANI, Università di Tel Aviv – “Perché sono qui? Per cosa sto vivendo? Se continuiamo a porci queste domande, forse potremmo sfidare ciò che ci fa sentire a nostro agio e uscire a esplorare nuovi modi in cui arricchire la nostra vita e quella di chi è intorno a noi”.

“Why I am here? What am I living for? By sampling continue to ask this question perhaps we could dare to face what it is just comfortable for us and go out of our way to explore ways in which we enrich our lives but enrich also the lives of those around us”.

SHIRA LEVINE, Rabbi – Kibbutz Hanaton – “Molti dei miei amici hanno scelto di non credere in Dio. Ok, ognuno può credere in quel che vuole – nell’umanità, in se stessi, va bene. Io credo in Dio e nelle persone, e ho scoperto che ho molto in comune con chi ha una fede. A volte riusciamo a capirci meglio rispetto alle persone che scelgono di non credere”.

“Many of my friends chose not to be religious at all. It’s ok, everyone believes in whatever they believe – in the mankind and in themselves, ok. But I believe, I believe in God and I believe in people, and I found that I have a lot in common with people who believe. Sometimes we understand each other’s better than people who choose not to believe”.

Le varie proposte e i momenti liberi, sono stati l’occasione di toccare con mano questa possibilità di interessarsi agli altri ed essere arricchiti dalla loro presenza.

TALAT SHATROUBI, Fureidis – “Il tema di questi giorni mi dà la forza di essere una persona che può aiutare e fare qualcosa di buono per la propria comunità”.

“The subject they do in the three days gives me energy to be a person who can help and who can do good things to our community”.

CHIARA PEZZULICH, Haifa – “È stata una bella esperienza, di convivenza, di amicizia, di incontro: significativa per la vita!”

Spazi e momenti come questo evento del Movimento dei Focolari sono la testimonianza che l’unità desiderata è possibile se tutti si assumono il rischio di “osare prendersi cura”.

SHIRA LEVINE, Rabbi – Kibbutz Hanaton – “Sono molto contenta. È veramente un miracolo che tutte queste persone si riuniscano insieme, è un miracolo che tutti gli ‘ammim’ (popoli) si riuniscano”.

Original post published in cmc-terrasanta.org

 

Cercando insieme la vocazione di Gerusalemme

Cercando insieme la vocazione di Gerusalemme 1123 632 admin

Mar. 2020 – Il seminario “Insieme per Gerusalemme“, promosso dal Focolare in Terra Santa insieme all‘Istituto Universitario Sophia (Italia), ha riunito esperti biblici ebrei e cristiani per mettere a fuoco la vocazione di Gerusalemme vista nella Bibbia, ponendo così un fondamento biblico agli obiettivi del futuro Centro internazionale per l’Unità e la Pace a Gerusalemme.

Da diversi Paesi europei, dagli Stati Uniti e da Israele, studiosi di studi biblici e affini hanno partecipato al seminario tenutosi lo scorso 12 marzo 2020 presso l’Abbazia della Dormizione a Gerusalemme. Il professor Yair Zakovitch dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha tenuto il discorso principale dal titolo: “Nei giorni a venire, il Monte della Casa del Signore si ergerà sopra i Monti e torreggerà sopra le Colline” (Isaia 2:2): La pace di Gerusalemme nella letteratura profetica”, con risposte moderate dalla dott.ssa Marcie Lenk, studiosa di testi ebraici e cristiani.

In un contesto di crisi sanitaria globale, diversi studiosi di altri Paesi hanno presentato i loro contributi in teleconferenza. Dott.ssa Giovanna Porrino (Italia): “Dio raduna il suo popolo e i popoli di ogni lingua” (Isaia 2 e 66); Prof. Franz Sedlmeier (Germania): “Salmo 87: Gerusalemme, Madre dei Popoli”; Dott.ssa Giovana Czander (USA): “La testimonianza di due o più persone nell’Antico Testamento/Bibbia ebraica”; Dott.ssa Margareta Gruber (Germania): “Spazi di vita urbana per tutti i popoli. La visione della Nuova Gerusalemme nel Libro dell’Apocalisse del Nuovo Testamento” (Ap. 21:1-22:5).

Erano presenti anche due relatori da Israele: Il rabbino David Goodman che ha presentato il suo contributo dal titolo: “La storia antica di Gerusalemme nella tradizione orale ebraica”; e il rabbino Dr. Ron Kronish: “Come possiamo avvicinare la Gerusalemme celeste alla Gerusalemme terrestre?”.

Il rabbino Ron Kronish: “Abbiamo sognato un po’… (sulla) Gerusalemme che vorremmo vedere, la Gerusalemme del futuro, la Gerusalemme delle nostre speranze e dei nostri sogni. Verso la fine della giornata abbiamo anche parlato di come dobbiamo condividere e lavorare insieme per avvicinare la Gerusalemme celeste alla Gerusalemme terrena. È stata una giornata di dialogo, di ispirazione e ha dato a tutti noi una speranza per il futuro in un senso molto reale e tangibile“.

László Berényi, addetto culturale dell’Ungheria in Israele: “… Gerusalemme, in particolare nella Dormitio, dove ci troviamo ora, è diventata un piccolo laboratorio mondiale che cerca di trovare la vocazione di Gerusalemme. E se Gerusalemme ha una vocazione, è proprio questa: riunire persone di diverse nazionalità, di diverse religioni, con prospettive e visioni diverse ma tutte alla ricerca della via dell’unità….“.

L’evento cade nel centenario della fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich. Contemporaneamente, presso la Curia francescana di Gerusalemme, è stata allestita una mostra sulla sua vita e sul suo contributo alla Chiesa e all’umanità. Uno dei sogni di Chiara era quello di avere, a Gerusalemme, un Centro che si concentrasse su quattro aree: spiritualità, studio, dialogo e formazione. Tra gli obiettivi del previsto Centro Internazionale per l’Unità e la Pace c’è quello di raccogliere e ospitare eventi di studio e ricerca interreligiosa.


Tutte le presentazioni sono ora liberamente accessibili nella rivista online: Claritas: Journal of Dialogue and Culture, Vol. 9, No. 2 (2020) Together for Jerusalem . Alcuni contributi sotto forma di video sono disponibili su Youtube.

Il seminario, che rientra anche nell’ambito delle attività accademiche dell’Istituto Universitario Sophia, segna l’avvio di un percorso condiviso di ricerca scritturale, che fa sperare in uno scambio proficuo per il futuro.